SABATO 24 NOVEMBRE CORTEO PER LA PALESTINA ORE 16 PIAZZALE CADORNA

SIONISMO È SOLO TERRORISMO E GUERRA

Al di là della solita retorica del diritto a difendersi, è da settimane che Israele stava pianificando il nuovo attacco alla striscia di Gaza: dall’omicidio mirato di un esponente palestinese (Ahmed Al Jabari, comandante in capo dell’ala militare di Hamas), fino ai bombardamenti indiscriminati di questi giorni.                                                                Un’aggressione in piena regola, ovviamente sostenuta da Ue e Usa tramite le
consuete dichiarazioni di sostegno alle ragioni dell’amico sionista e di condanna di tutto ciò comporti la legittima difesa dei palestinesi.

Un copione già visto: è la storia di Israele. Una storia da sempre caratterizzata da massacri,
occupazioni e dall’annientamento politico, culturale e sociale del popolo palestinese. È la prassi di una progressiva colonizzazione del territorio e dell’espulsione di chi cerca di resistere in ogni modo e in ogni dove.                                                                                                                                                                  È la politica di uno stato escludente perché basato sul suo unico piano confessionale che interviene in modo arrogante in ogni luogo e in ogni tempo: dal 1947 alla guerra contro il Libano, dal massacro dei campi profughi di Sabra e Chatila all’operazione Piombo Fuso, fino ad oggi.
Un regime di apartheid che usa la forza militare e il consenso internazionale per qualsiasi atto di arrogante imperialismo sia contro i palestinesi sia per lanciare un segnale (vera propria prova di forza) nei confronti di tutti i soggetti, nessuno escluso, dell’area mediorientale: vecchi e nuovi regimi, rivolte e lotte del mondo arabo.

Una spregiudicata operazione che rischia di (oppure vuole?) accentuare le pericolose contraddizioni presenti nell’area, con il reale scopo di ripristinare equilibri a lei favorevoli nonché di agire a favore degli interessi imperialisti occidentali. Equilibri e interessi che vanno dall’ambito politico-militare a quello economico, messi in discussione dai recenti mutamenti avvenuti in Medio Oriente che hanno accompagnato le rivolte arabe.

Come sempre alla luce di tutto ciò il popolo palestinese deve pagare per l’arroganza sionista, ma ancora una volta metterà in campo la forza della propria resistenza.                                                                                                                                          Al suo fianco troverà come sempre una solidarietà internazionale attiva nel denunciare i crimini dei terroristi israeliani e nel continuare a sostenere gli stessi valori e ideali universali di resistenza e autodeterminazione contro i modelli sionisti di guerra e colonialismo, in qualunque forma essi si esprimano: i nostri governi e le nostre istituzioni sono trasversalmente intrise dello stessa matrice di controllo e abuso del  potere.                                                                                                                                                                          Il nostro stesso paese, l’Italia, rappresenta l’avanguardia nella fornitura di materiale bellico per Israele, e nelle nostre piazze reprime con forme di violenza fascista qualsiasi forma di dissenso popolare, mistificando sistematicamente la realtà grazie al potere statale di controllo sui media e sull’informazione.

Una resistenza, quella palestinese, che oggi più che mai necessita di unità, ma che oggi più che mai paga le contraddizioni interne che l’hanno indebolita: i pericolosi giochi tattici tra fazioni e le varie strategie di divisione sia del territorio e sia del potere non hanno di certo aiutato il fronte
palestinese.                                                                                                                                         Oggi più che mai le parole dei prigionieri politici e dei giovani palestinesi devono essere ascoltate da tutti. Parole che devono diventare le basi per una forza di resistenza complessiva della causa palestinese e della lotta antimperialista e anticapitalista.
                                                                                                                                                       Parole che nello specifico chiedono per la Palestina autodeterminazione, giustizia sociale, diritto al ritorno, stato unico per tutto il territorio della Palestina storica, difesa e sostegno dei prigionieri e delle loro iniziative, diritto alla resistenza in tutte le forme che il diritto all’autodeterminazione prevede, sostegno alla popolazione che chiede di fermare i trattati e gli accordi con Israele, che finora hanno solo giovato l’occupante sionista, risultando fallimentari e dannosi per tutti i palestinesi.

Al fianco del popolo palestinese e alla sua resistenza!

Michele Giorgio – mercoledì 28 novembre, h. 21.00 – CSA Vittoria, via Muratori 43 – Milano

Palestina Rossa
CSA Vittoria
Collettivo Sciloria
Rete di solidarietà con la Palestina – Milano
Sinistra Critica – Milano
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