Dacci oggi la nostra strage quotidiana – di M.Basso

Fin dall’inizio del suo mandato Obama ha scelto la guerra sporca degli omicidi aerei, sperimentata dagli israeliani: “ Barack Obama ha firmato il suo primo ordine esecutivo per un attacco mirato tre giorni dopo essersi insediato alla Casa Bianca” “Come sottolinea il Washington Post, se negli anni di Bush lo sforzo dell’intelligence americana era stato quello di individuare, sequestrare e rinchiudere i presunti terroristi a Guantanamo (o Bagram, in Afghanistan), o nelle carceri segrete dell’agenzia (i famosi Black Site, i buchi neri, dove il prigioniero era rinchiuso, interrogato e torturato per avere informazioni utili per sconfiggere Al Qaeda), nel primo anno di Barack Obama alla Casa Bianca …la tendenza sembra essere quella a privilegiare l’attacco diretto ai leader di Al Qaeda, individuandoli ed eliminandoli fisicamente.(1)

Bisogna aggiungere che in queste “escursioni” il numero dei civili ammazzati è quasi sempre superiore a quelli dei ricercati.       

Con Bush prevaleva il metodo di Torquemada, la tortura per avere il reo confesso. Obama è più sbrigativo: basta dichiarare qualcuno terrorista e lo si elimina. L’Habeas Corpus, il processo? Relitti di una società pre-tecnologica! E i civili innocenti uccisi? Trascurabili effetti collaterali.
                                                                                                                                                            Non diverso il comportamento verso la Siria: “Sostanzialmente, laddove le Nazioni Unite si ritrovano in una condizione di perenne stallo in seguito ai veti incrociati di Russia e Cina all’interno del Consiglio di Sicurezza sulle sanzioni da imporre al governo di Damasco, gli Stati Uniti agiscono dietro le quinte per garantire comunque il loro sostegno ai ribelli siriani.
Mentre infiammano i combattimenti ad Aleppo, con i ribelli che utilizzano armi pesanti e carri armati (sottratti ai fedelissimi di Assad), il Dipartimento di Stato Usa ha deciso di stanziare 25 milioni di dollari per assistere “non militarmente” i ribelli. Quindi: equipaggiamento e radio criptate. Ma quello che è ¨ ufficiale non rientra nel “sostegno” delle agenzie di intelligence che – stando alle ultime notizie – sarebbero in campo in Siria dall’inizio del 2012.”(2) Notate la questione della armi pesanti “sottratte ai fedelissimi da Assad ” Chi scrive sulle riviste schierate con l’occidente può lasciar intuire la verità, ma non dirla esplicitamente, visto che gli USA non ammettono ufficialmente di fornire armi pesanti.
                                                                                                                                                      Anche i media filoamericani, però, non possono più tacere i coinvolgimenti in guerre, che in un primo tempo erano dipinte come spontanee azioni di ribelli democratici. Sull’attacco di aerei israeliani a una fabbrica del Sudan, tuttavia, ci si guarda bene dal fare piena luce.(3) Israele è un modello per tutte le nostre cariche istituzionali, per stampa e TV, e l’ossequio cresce in proporzione all’incremento degli attacchi e delle sopraffazioni.
                                                                                                                                                     Quell’insieme di convenzioni ingannevoli che si chiama “Diritto internazionale” è ormai chiaramente messo da parte, il diritto del più forte si rivela la sola norma valida.                 “Intanto, i dati confermano che negli ultimi 10 anni il numero di miliziani e di civili uccisi dalla campagna dei droni ha superato le 3.000 persone, sorpassando di fatto la metà del numero di persone che sono rimaste uccise dagli attacchi di al Qaeda alle Torri gemelle nel 2001.”(4)
                                                                                                                                                                 Si potrebbe continuare, ma bastano queste citazioni per una riflessione.
Lo stato è violenza organizzata a favore delle classi dominanti contro le masse sfruttate all’interno e contro i paesi più deboli. Ogni stato nasconde questa propria funzione sotto un manto di ideologie, che vanno dal nazionalismo alla difesa della religione, dall’esportazione della democrazia e della civilizzazione all’aperto razzismo e all’apartheid.
                                                                                                                                                                 Una volta, le potenze occidentali fingevano di essere legate a una serie di convenzioni internazionali, contemplate nello statuto dell’Onu. Un esempio erano gli accordi per proibire l’uso dei gas. Oggi, i gas, considerati non abbastanza letali, sono lasciati ai paesi sottosviluppati, o usati in ordine pubblico, come il CS (clorobenziliden-malononitrile), proibito dalla convenzione sulle armi chimiche di Parigi, ma impiegato a Genova al tempo del G8. I paesi più avanzati hanno ben altre armi, come il fosforo bianco o l’uranio cosiddetto impoverito, che lascia terribili tracce nell’ambiente e soprattutto negli esseri viventi.
Ciò che prima rappresentava uno scandalo e suscitava esecrazione, ora è routine. Guernica provocò enorme clamore, oggi i bombardamenti di città e villaggi in Iraq, Afganistan, Pakistan, Libano,Yemen, Somalia, Libia, Siria… sono classificati come operazioni contro il terrorismo, e presentati come atti morali e legittimi, tendenti a salvaguardare l’ordine e la civiltà. Si è sviluppata una sorta di “mitridatizzazione” dell’opinione pubblica.
                                                                                                                                                             La violenza statale ha molte forme, non sempre si manifesta come guerra o aperta repressione. Può presentarsi come pressione fiscale esorbitante sulle classi dominate, censura, disinformazione, proibizioni od ostacoli nei confronti delle lotte sindacali o della propaganda politica classista, educazione al servilismo e all’ossequio verso i potenti.
Inutile attendersi una resipiscenza, o un cambiamento di politica attraverso le elezioni.    

Si è fatto molto baccano sulle promesse non mantenute di Obama, riguardanti Guantanamo, la fine delle guerre e della tortura. La personalità del presidente incide ben poco. Il sistema americano è basato su due bande interscambiabili, che impediscono a qualsiasi altro partito di raggiungere un peso nazionale, ed escludono dalla corsa alla presidenza ogni loro iscritto che si allontani dal percorso politico previsto. Nel passato, era il partito democratico che iniziava le guerre: quelle mondiali, la Corea, il Vietnam, la Serbia… sono state cominciate da governi democratici, ma con i Bush si è cercato di ridurre lo svantaggio. Il candidato repubblicano ha assicurato che la guerra dei droni continuerà anche se Obama sarà sconfitto.
                                                                                                                                                             Bordiga oltre sessanta anni fa scriveva: “Siamo in mano a pochissimi grandi Mostri di classe, ai massimi stati della terra, macchine di dominio, la cui strapotenza pesa su tutti e su tutto, il cui accumulare senza mistero energie potenziali prelude, da tutti i lati dell’orizzonte, e quando la conservazione degli istituti presenti lo richieda, allo spiegamento cinetico di forze immense e stritolatrici, senza la minima esitazione, da nessuna parte, innanzi a scrupoli morali e legali, ai principi ideali di cui gracchia da mane a sera l’ipocrisia infame e venduta delle propagande.”(5)
Da allora, la prepotenza dell’imperialismo è ulteriormente cresciuta.
                                                                                                                                                             La violenza dello stato, potenziale o in atto, non va affrontata con richiami alla Costituzione, al diritto delle genti o con pianti sulla democrazia violata, ma lavorando per collegare il proletariato e le classi sfruttate mediante organizzazioni classiste, che agiscano sul piano economico e politico, diffondendo nel contempo la consapevolezza che solo la rivoluzione della stragrande maggioranza dell’umanità può farla finita col capitalismo e gettare le basi di un sistema economico che non dipenda dal profitto, dalla rendita terriera, dalla speculazione finanziaria. E bisognerà sapere fin dall’inizio, che le classi dominanti non rifuggiranno da nessun crimine, da nessun inganno, da nessuna bassezza pur di salvare il loro potere.
Nella lotta contro l’imperialismo, occorre soprattutto metter in rilievo gli aspetti comuni, smascherando le ideologie di cui si ammantano (fascismo, nazismo, americanismo, gollismo, sionismo…). Soprattutto occorre evitare di identificare l’intera popolazione di un paese con il militarismo della classe dominante.                                                                                            La propaganda che presentava il popolo tedesco e quello giapponese come tendenti per natura al militarismo è servita a giustificare i criminali bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki, di Amburgo, di Dresda, e a salvare i capitalisti e i banchieri, finanziatori dei regimi, poi ripresentatisi in veste democratica filoamericana.
                                                                                                                                                           Per lo stesso motivo, la sacrosanta denuncia dell’imperialismo americano e di quello di Israele (senza dimenticare l’imperialismo ascaro dell’Italia, o dei colonialismi d’antan franco – inglesi) non deve coinvolgere le masse americane e quelle ebraiche, regolarmente ingannate e mantenute artificialmente nel timore da politicanti e capitalisti il cui virulento imperialismo costituisce una minaccia per l’umanità. E dobbiamo comprendere il grande significato politico dell’opera di quegli ebrei e americani che, pur non essendo comunisti, hanno preso posizione contro l’imperialismo, a volte sacrificando carriera e libertà, come Vanunu, o la vita, come Rachel Corrie.

 

Michele Basso
3 novembre 2012

Note
1) Michele Zurleni, “Droni, la guerra “sporca” di Barack Obama”, Panorama, 16 -2 2010.
2) Lionardo Diodato, “Barack Obama ha autorizzato l’intelligence a sostenere i ribelli in Siria Il presidente. Usa ha firmato un ordine per autorizzare i servizi segreti a sostenere sul campo gli oppositori del regime di Damasco”. Panorama, 2 agosto 2012.
3) “Israele bombarda il Sudan e si prepara a (ri)farlo a Gaza”, greenreport.it, 25 Ottobre 2012
4) “Obama ha un “piano Matrix” per uccidere i terroristi di nuova generazione. L’amministrazione Usa ha sviluppato in segreto una nuova lista di ricercati globali” Panorama,24-10-2012.
5) Amadeo Bordiga, “Forza violenza dittatura nella lotta di classe”, Prometeo, 1946 -1948.

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