VENERDI’ 21 SETTEMBRE ORE 17.30 PRESIDIO ANTIFASCISTA A LEGNANO

VENERDI’ 21 SETTEMBRE dalle 17.30 saremo anche noi al presidio indetto dalla rete antifascista nord-ovest Milano nel quartiere San Paolo , davanti alla chiesa Ponzella ( via Parma ) per manifestare contro il previsto corteo organizzato contro i rom dal movimento fascista Fiamma tricolore.                            Sotto pubblichiamo  il volantino della rete e un nostro contributo sull’antifascismo.

Volantino Rete Antifascista Nord-Ovest

NESSUNA AGIBILITA’ AI FASCISTI 

Mentre si tende a strumentalizzare i Rom per ogni dramma del nostro paese ci poniamo alcune domande:

L’aumento della benzina a 2 Euro ? colpa dei Rom!                                                          Paghi il parcheggio dell’ospedale ? colpa dei Rom!                                                   Andrai in pensione a 70 anni ? colpa dei Rom!                                                               Non ci sono le case popolari ? colpa dei Rom!                                                                 C’è la crisi economica ? colpa dei Rom!

 
RIFLETTI! NON FARTI USARE DAI SERVI DEI PADRONI!
 
Siamo certi che gli abitanti di San Paolo non si faranno strumentalizzare da chi, in tutti questi anni, si è distinto per l’assoluta assenza nel quartiere e la totale indifferenza nei confronti dei suoi problemi.
 
Non cediamo una fetta della nostra città a individui cui non importa nulla di proporre soluzioni o di dare risposte, ma solo di promuovere la loro ideologia, che in questo Paese ha già portato abbastanza lutti e guerre.
 
 
VENERDI’ 21 SETTEMBRE dalle 17.30 saremo nel quartiere San Paolo , davanti alla chiesa Ponzella ( via Parma ) per manifestare contro il previsto corteo organizzato contro i rom dal movimento fascista Fiamma Tricolore.
 

RETE ANTIFASCISTA NORD-OVEST

facebook: RETE ANTIFASCISTA NORD-OVEST MILANO

 
 

contributo del Collettivo La Sciloria:

 LA RESISTENZA DI OGGI:

 

Assistiamo ormai da molto tempo a forme di fascismo che si stanno imponendo in maniera forte e allo stesso tempo silenziosa all’interno della nostra società, tanto per citarne alcune:

  1. Il clima di razzismo e xenofobia che sentiamo inasprirsi in situazioni come quella attuale in cui migliaia di uomini e donne arrivano nel nostro paese fuggendo da guerra e fame;
  2. Il conseguente e preoccupante riemergere delle nuove destre neofasciste i cui militanti attaccano compagni/e, gay e lesbiche, migranti e contro chi secondo loro rappresenta una forma di diversità;
  3. Il consenso che un partito razzista, fascista e populista come la lega Nord riceve, in particolare tra i lavoratori;
  4. I tentativi da parte del governo e dei suoi apparati di imporre un modello di governo autoritario reprimendo con la forza chi cerca di contrastarlo;
  5. L’indottrinamento ad opera dei mass media che impostano l’informazione in maniera tale da diffondere paura e insicurezza e che impongono un modello culturale individualista, competitivo, della donna vista sempre più come oggetto;
  6. L’attacco diretto alle condizioni di vita e di lavoro di lavoratori e lavoratrici con il tentativo di eliminarne i diritti minimi come il contratto nazionale.

Queste sono solo alcune delle forme di fascismo già presenti durante il ventennio e che ritroviamo in chiave moderna nei nostri giorni.

La cultura fascista infatti non si esprime soltanto attraverso parate militari, slogan o simboli; ma si insinua come un cancro all’interno di leggi, riforme e nella diffusione di valori ben precisi.

Per questo secondo noi il fascismo e tutte le sue tendenze rappresentano l’altra faccia del capitalismo che per far fronte alle varie crisi economiche utilizza una deriva autoritaria per controllare le contraddizioni sociali; riteniamo quindi l’antifascismo una parte della più generale lotta contro il capitalismo.

Il dilagare di razzismo e xenofobia trova radici nel revisionismo storico portato avanti sia dalla destra che dalla sinistra istituzionale allo scopo di annientare la memoria e i valori della resistenza, e nei mass media che additano l’extracomunitario come nemico in modo da scatenare una guerra tra poveri.

Terreno fertile per queste tendenze e per la proliferazione di organizzazioni neofasciste è anche la condizione economico-sociale del proletariato: aumento del precariato, smantellamento del welfare (scuola, sanità, casa, ecc…), aumento dello sfruttamento lavorativo, diminuzione dei salari e la conseguente diminuzione del potere d’acquisto.

Dobbiamo ripartire dal conflitto ad iniziare dalle lotte dei lavoratori contro precarietà e licenziamenti ed essere presenti in modo continuativo nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nei territori in modo da sviluppare percorsi di massa contro la distruzione dell’istruzione pubblica, la precarietà, lo smantellamento del welfare e le politiche di guerra; riaffermando così il diritto alla casa, agli spazi sociali, a un lavoro e un salario dignitoso. Occorre rilanciare le lotte sociali attraverso l’autorganizzazione per giungere finalmente ad un cambiamento radicale della società!

Siamo certi che i partigiani non hanno combattuto sacrificando talvolta le loro stesse vite per consegnarci una società come quella attuale, crediamo sia importante riprenderne gli insegnamenti e continuare la lotta fino ad una vera e definitiva liberazione!

Collettivo La sciloria
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